La sfida dello sviluppo sostenibile in andalucia: il disegno della nuova legge urbanistica

 

leggeurbanistica

Nel dicembre del 2017 è stato avviato l’iter di approvazione della nuova legge urbanistica in Andalucia, che potrebbe concludersi con l’approvazione e la successiva entrata in vigore nell’anno 2019.

Fin dalla sua denominazione “Legge per un’urbanistica sostenibile in Andalusia” (“ley para un urbanismo sostenible en Andalucia”), il disegno di legge si ispira ai principi informatori della cd “Strategia Europa 2020” (Consiglio europeo-17.06.2010 Lisbona) e dell’Agenda 2030 della Nazioni Unite (“the 2030 Agenda for Sustainable Development. ris. A/RES/70/1, New York, 25.09.15).

Il disegno di riordino della materia urbanistica, ha, infatti, il fine di sostenere il progresso della Comunità, secondo un modello di sviluppo sostenibile, che contemperi le esigenze di salvaguardia del territorio con quelle di crescita della società e dell’economia.

La Junta –rectius la Consejeria-prende le mosse dalla consapevolezza che la certezza delle norme e dei tempi sono due fattori essenziali affinché le imprese e i cittadini investano in un’area, affermando. che “i tempi attualmente necessari per avviare qualsiasi iniciativa o realizzazione non sono quelli necessari e attesi per dare impulso allo sviluppo económico ” e proponendosi, perciò, “di accorciare drasticamente i tempi senza trascurare … controllo e sicurezza del diritto” (memoria justificativa par. 2) .

La legge è complessa ed il suo esame non può risolversi in poche righe.

Riservandoci successivi approfondimenti, oggi faremo cenno delle principali novità, tentando di offrire qualche spunto di riflessione.

In sintesi, gli aspetti della L.U.S.A. ineriscono la semplificazione e la accelerazione dei tempi procedurali.

La semplificazione degli strumenti di pianificazione è creata con un sistema duale composto dal

– “Piano generale di ordinamento strutturale” – Plan General de Ordenación Estructural- (di competenza autonomica e di medio lungo termine) e dal Piano Regolatore generale e dal

– “Piano generale di ordinamento urbano”-Plan Municipal de Ordenación Urbana- (piano comunale di primo livello). Restano pressochè intatti la pianificazione di secondo livello (piani parziali e speciali) e gli strumenti specifici (gli Studi di dettaglio, i regolamenti comunali e i “Cataloghi”).

Si introducono, i “Piani di gestione” – Los Estudios de Ordenación-, con procedimenti “semplificati” di trasformazione urbana nei suoli consolidati “quando non è richiesta la variante o il rifacimento del piano di urbanizzazione” (art. 70).

Quanto, all’accelerazione, attualmente, i tempi lunghi per l’approvazione (8 anni) e la complessità dei procedimenti, fanno si che possono contarsi sulle dita della mano le trasformazioni urbanistiche, (necessitanti di previa pianificazione), che vengono finalizzate ogni anno (una media inferiore a 2 per Comune secondo i dati della Junta de Andalucia).

La L.U.S.A. intende accorciare il lasso temporale a circa 2-3 anni.

In questo senso, (cfr. artt. 75 a 78 e ss.) è anticipata all’inizio del procedimento l’acquisizione dei pareri dalle altre amministrazioni, prevedendo che in mancanza di riscontro, nei termini di legge, il processo continui.

Sorgono due domande.

Prima. Cosa accade se si procede senza attendere i pareri e questi sono negativi?

Con ogni probabilità bisognerà riformulare il progetto.

Ancor più seria è la questione relativa ai pareri vincolanti per i quali non esiste nessun nuovo meccanismo che eviti l’annosa dilazione dei tempi per il loro ottenimento.

Sarebbe utile in proposito una riflessione su due istituti giuridici:

– rafforzare l’istituto della conferenza di servizi (in pratica l’obbligo che tutte le amministrazioni diano i propri pareri in riunioni congiunte, in un tempo massimo prestabilito);

– ampliare le ipotesi del silenzio-assenso, riducendo quelle di silenzio diniego (in linea con la recente sentenza della Corte Costituzionale n.143/20017 del 4.12.2017 avente ad oggetto la legge 7/2015 – testo unico in materia di suolo e di riabilitazione urbana).

Seconda. Cosa accadrà nel tempo necessario a che le nuove regole entrino a regime?

Le norme transitorie stabiliscono l’immediata entrata in vigore della legge e conservano l’efficacia della strumentazione vigente.

Vi sono però una serie di misure di salvaguardia e obblighi di adeguamento che potrebbero rallentare molti progetti urbanistici.

La sfida dei prossimi mesi o, più probabilmente dei prossimi anni, consisterà per tutti gli operatori del settore nel sapersi adeguare al nuovo modello di “sviluppo sostenibile”, senza nel frattempo rallentare le attività economiche

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